domenica 15 aprile 2018

CASAGGì COMMEMORA GIOVANNI GENTILE AL SALVIATINO...


Come ogni anno i militanti di Casaggì Firenze si sono recati al Salviatino e hanno reso omaggio a Giovanni Gentile, assassinato a sangue freddo da un commando di partigiani gappisti il 15 aprile 1944.

Nonostante l’importanza della sua figura per la cultura italiana tutta - e malgrado l’approvazione del Consiglio comunale - le Istituzioni locali si rifiutano di apporre una targa commemorativa sul luogo dell'omicidio, forse per l'imbarazzo che essa procurerebbe ai custodi della retorica resistenziale. 

Noi, come ogni anno, abbiamo portato il nostro contributo al ricordo: una locandina e una rosa rossa, affinché i fiorentini sappiano e vedano. 

Pretendiamo che questa storia, che molti vorrebbero omettere, diventi patrimonio della nostra Nazione e del nostro popolo, come già lo sono le intuizioni di questo gigante del pensiero.

venerdì 13 aprile 2018

CASAGGì e FRATELLI D'ITALIA A LE PIAGGE: DIFENDERE LE PERIFERIE DAL DEGRADO PER GARANTIRE UN FUTURO A FIRENZE!



CASAGGì e FRATELLI D'ITALIA A LE PIAGGE: DIFENDERE LE PERIFERIE DAL DEGRADO PER GARANTIRE UN FUTURO A FIRENZE

Quest'oggi i militanti di Casaggì e Fratelli d'Italia Firenze - in collaborazione con il consigliere comunale Francesco Torselli - hanno lanciato una campagna di mobilitazione nelle periferie della città.

"Il quartiere de Le Piagge, come tutte le periferie della città, è abbandonato a se stesso: lo spaccio di droga è all’ordine del giorno, i furti sono continuo aumento, gli atti di vandalismo si moltiplicano e il degrado regna sovrano", dichiara Alessandro Draghi, portavoce della campagna.

"Alle promesse di Nardella e del Partito Democratico - prosegue Draghi - non sono mai seguiti i fatti: mentre si pensa a tutelare le lussuose vie dello shopping del centro storico - costruendo la città-vetrina che vogliono le grandi firme multinazionali - i quartieri periferici vengono lasciati nel degrado e nell’incuria, senza servizi e senza sicurezza, senza politiche abitative e senza centri di aggregazione".

"I recenti fatti di cronaca che riguardano il palazzo abbandonato tra via dell’Osteria e via Pistoiese, sgomberato grazie all'opera di Fratelli d'Italia nelle Istituzioni locali, sono la punta dell’iceberg: l'amministrazione comunale, che conosce perfettamente la situazione, ha scelto di non intervenire e di lasciare tutto così com'è, per evitare che gli spacciatori e i delinquenti si spostino nelle zone meno popolari, disturbando i facoltosi elettori di Renzi".

"Le folli politiche di finta integrazione - concludono da Casaggì - stanno producendo danni irreparabili, che i nostri figli pagheranno cari: alla crisi economica e all'assenza di futuro, infatti, si devono aggiungere la concorrenza sleale dei nuovi schiavi e la delinquenza dilagante di chi non vuole rispettare le nostre regole, le nostre tradizioni e la nostra identità. Saremo presenti, ogni giorno, nei quartieri popolari della città, dove molti di noi sono nati e cresciuti, per ribadire la nostra vicinanza a quei "cittadini di serie b" che la sinistra ha illuso e tradito".

 



lunedì 2 aprile 2018

A FIANCO DI PUTIN, A DIFESA DELLA CIVILTA': CASAGGì ADERISCE ALL'INIZIATIVA INTERNAZIONALE...



Casaggì ha partecipato con piacere a questa iniziativa internazionale di solidarietà alla Russia di Putin, contro la quale si sono scagliate le intellighenzie politiche e culturali fedeli al disegno mondialista.


L’avversione occidentale nei confronti della Federazione Russa non è una novità ma una costante che, a partire dai primi anni Duemila, si è manifestata a più riprese con diversa intensità e attuazione. L’ultimo atto saliente di questa vicenda è il dibattito riguardo all’avvelenamento dell’ex agente sovietico Sergej Skripal e di sua figlia Yulia, avvenuto lo scorso 4 marzo in Inghilterra.

Nonostante l’assenza di prove concrete a supporto della responsabilità russa del tentato omicidio, le conseguenze diplomatiche da parte delle cancellerie europee non si sono fatte attendere. La stessa Italia si è accodata al carrozzone e il dimissionario governo Gentiloni ha provveduto ad espellere due diplomatici russi in osservanza della solidarietà atlantica evocata da Londra.

Malgrado il clima di forte tensione internazionale, in Italia, il sentimento di vicinanza nei confronti del presidente russo Vladimir Putin, o più generale verso la Russia, resta alto. Incentivato ancor più dagli esiti delle urne durante le ultime elezioni presidenziali russe che hanno visto trionfare Putin con il 76,6%.

A supporto di questa tesi, un riscontro di quanto affermato è offerto da alcune foto recentemente apparse sui social. Come si evince dalla presentazione, da nord a sud, diversi ragazzi di alcune città italiane hanno provveduto a lanciare il proprio appello di solidarietà al presidente russo.

BUONA PASQUA DA CASAGGì. AMA, VIVI, DIFENDI LA TUA TRADIZIONE!


IL 25 APRILE DI CASAGGì: COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DELLA RSI A TRESPIANO...


Mercoledì 25 aprile, alle ore 10.30, saremo al sacrario dei caduti della Repubblica Sociale di Trespiano.

Come da Tradizione, in decoroso silenzio e con composta essenzialità, porteremo un fiore sulla lapide di chi - tenendo fede al proprio giuramento - scelse il sacrificio per l’onore d’Italia.

MERCOLEDÌ 25 APRILE ORE 10.30
CIMITERO DI TRESPIANO
COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DELLA RSI

VOLANTINAGGI QUOTIDIANI, NELLE STRADE E NELLE SCUOLE...




VENERDì 20 APRILE A CASAGGì: LA TRADIZIONE ROMANA NEL VENTESIMO SECOLO...


lunedì 19 marzo 2018

RADIOGRAFIA DI EZRA POUND A CASAGGì: TRE LIBRI IN UNA SERA, PER UN RITRATTO DEL POETA ANTI-USURA...


Venerdì 6 aprile dedichiamo una serata di approfondimento ad Ezra Pound, con la presentazione contemporanea di tre volumi. 

Saranno presenti Marco Scatarzi, che presenterà la nuova edizione di “Ezra Pound economista”, l’ottimo libro di Giano Accame ripubblicato da Passaggio al Bosco Edizioni; Attilio Cucchi, autore di “Strali dal Tigullio”, edito da Effepi; Fabrizio Vincenti, curatore di “Qui Ezra Pound”, pubblicato da Eclettica Edizioni.

Sarà una ricognizione totale sul poeta, che partirà dall’analisi delle teorie economiche anti-usura e passerà in rassegna la sua vita, soffermandosi sul contributo culturale e giornalistico offerto durante la Repubblica Sociale Italiana. 

VENERDÌ 6 APRILE
ore 20 cena - ore 21 conferenza
CASAGGÌ FIRENZE - VIA FRUSA 37

IMMAGINI DAL PRESIDIO IN DIFESA DI CASAGGì...




Sabato Casaggì ha indetto un presidio di difesa della propria sede, minacciata da un “corteo antifascista” e già colpita - nei giorni scorsi - da un vile attacco dei centri sociali: centinaia di persone, dal primo pomeriggio fino a tarda sera, sono passate a portare la propria solidarietà alla Comunità umana e politica che popola i locali di via Frusa 37.

Facce pulite, giovani militanti e veterani di ogni età, hanno ribadito la volontà di difendere ad ogni costo la propria libertà di espressione e di azione, contro ogni prepotenza e ogni richiamo all’odio. Con rabbia e con amore: ci troveranno sempre al nostro posto. Fino alla vittoria!


E questi quattro scappati di casa sono il "corteo antifascista" che avrebbe dovuto chiudere la nostra sede. Trenta persone, venti delle quali portate in piazza dalla comunità curda.

LA CIVILTA' CONTRO LA BARBARIE...




ASSALTO ANTIFASCISTA A CASAGGÌ: I CENTRI SOCIALI VOGLIONO ALZARE LA TENSIONE IN VISTA DEL CORTEO DI SABATO...

 
 

ASSALTO ANTIFASCISTA A CASAGGÌ: I CENTRI SOCIALI VOGLIONO ALZARE LA TENSIONE IN VISTA DEL CORTEO DI SABATO.

Questa notte gli antifascisti fiorentini hanno pesantemente imbrattato la sede di Casaggì Firenze e Fratelli d’Italia con litri di vernice. Un’azione vile e infame, che ci aspettiamo venga condannata con forza da tutte le forze politiche.

I centri sociali fiorentini stanno cercando di alzare la tensione con ogni mezzo necessario, strumentalizzando l’omicidio del senegalese Idy Diene e cercando di dargli quel movente razziale che - evidentemente - non può avere.


L’intolleranza di questi cavernicoli fuori dal tempo - spesso sostenuti anche dagli amministratori della sinistra locale - deve essere fermata, prima che inneschi una spirale di violenza.

Invitiamo tutti al presidio che si terrà sabato, a Casaggì, in vista del corteo antifascista che partirà a pochi metri dal nostro spazio. Dalle ore 15 saremo a guardia del nostro avamposto, fino a tarda notte.

La nostra Comunità umana e politica non ha ceduto ai proiettili delle Brigate Rosse: non può fermarla la noia di qualche buffone.

DIFENDI CASAGGì: PRESIDIO DI DIFESA CONTRO IL CORTEO ANTIFASCISTA...


Sabato 17 marzo, l’estrema sinistra fiorentina ha indetto un “corteo antifascista” che partirà a poche centinaia di metri da Casaggì.

Il luogo scelto non è casuale, dal momento che quel giorno - presso la nostra sede - si terrà “Falange in marcia”, un’iniziativa nazionale di Azione Studentesca.

Lo scopo del “corteo antifascista”, come da copione, è quello di alzare la tensione, strumentalizzando l’omicidio di Idy Diene, il senegalese ucciso da Roberto Pirrone. Nonostante quest’ultimo fosse uno squilibrato con idee di sinistra, senza alcun movente razziale, i centri sociali stanno aizzando la comunità senegalese allo scontro etnico, chiamando addirittura in causa le “responsabilità morali” di Salvini.


Riteniamo opportuno convocare un presidio a Casaggì, dalle ore 16 fino a tarda notte, per tutelare la nostra sede è la nostra agibilità politica dall’odio giurassico e demenziale degli antifascisti.

SABATO 17 MARZO
DIFENDI CASAGGÌ
- dalle 16 presidio 
- dalle 17,30 conferenza: “la battaglia identitaria contro lo sradicamento”
- dalle 19,30 apericena 
- dalle 21 concerto di musica alternativa 
VIA FRUSA 37 - FIRENZE STADIO

CASAGGÌ FIRENZE: CHI PARLA DI “KILLER RAZZISTA” STRUMENTALIZZA UN DELITTO E CERCA LO SCONTRO ETNICO.


CASAGGÌ FIRENZE: CHI PARLA DI “KILLER RAZZISTA” STRUMENTALIZZA UN DELITTO E CERCA LO SCONTRO ETNICO.

NON DATE UN VOLTO POLITICO ALLE TRAGEDIE: FATE DELLA POLITICA L’ANTIDOTO AD OGNI TRAGEDIA.

Roberto Pirrone, oltre alle armi, amava collezionare anche immagini di estrema sinistra: il suo profilo Facebook, prima che venisse cancellato, ne riportava più di una. Quello di ieri - dunque - è semplicemente il gesto di un folle, che esce di casa per togliersi la vita e poi finisce per sparare al primo disgraziato che incontra. È toccato al senegalese Idy Diene, ma al posto suo poteva esserci chiunque.

Nelle ore successive al delitto abbiamo assistito alla rabbia dei senegalesi, che hanno devastato il centro storico fiorentino. Ma non è tutto: quel corteo è stato appoggiato e rivendicato da una certa sinistra che - soffiando sul fuoco - ha cercato di restituire al fatto di cronaca una connotazione politica ben precisa, arrivando addirittura a connetterlo ai recenti risultati elettorali, come se fosse la logica conseguenza del successo leghista.

Comprendiamo il disagio culturale di chi ha bisogno di creare il mostro della xenofobia per continuare ad esistere, ma qui si esagera: il delitto non ha un movente razziale e chi lo ha commesso non era affatto fascista. Cercare sponda politica nella rabbia dei senegalesi, strumentalizzando questa tragedia per rinfocolare un antifascismo giurassico e demenziale, significa provocare tensioni etniche che nuocciono a tutti.

Una strategia suicida, quella di certa sinistra, in senso sociale e politico: non solo perché mette in mostra le debolezze del modello multietnico, pronto a incrinarsi da un momento all’altro, ma anche perché contribuisce a creare le condizioni che consentono il trionfo di quelle forze politiche che promettono il blocco dell’immigrazione e il rimpatrio dei clandestini.

Del resto, vedendo le immagini delle violenze di ieri, non è difficile comprendere perché - anche nella rossa Toscana - la gente stia cambiando atteggiamento verso le “risorse” di boldriniana memoria: quello che ci aspetta è il modello banlieue, alimentato e programmato da quei meccanismi di mercato che utilizzano l’immigrazione come cavallo di Troia per scardinare i diritti dei lavoratori, sfruttare manodopera a basso costo, lucrare sull’accoglienza e sradicare le identità dei popoli.

È quello stesso mondialismo che ci vorrebbe semplicemente dei consumatori in serie, svuotati di ogni riferimento, apatici e sostituibili, privi di legami, egoisti e orfani della Comunità, individualisti, narcisisti e psicolabili, dipendenti, soli e incatenati. È un delirio sociale fatto di edonismi e di depressioni, di frustrazioni e di competitività: il brodo di coltura ideale per un gesto folle come quelli di ieri, nel solco della peggiore tradizione americana.

Ma in tutto questo, sinceramente, pensate davvero che sia logico parlare di Fascismo? Siate seri. Non cercate di dare un volto politico alle tragedie: fate della politica, piuttosto, l’antidoto ad ogni tragedia.

LI CONOSCIAMO BENE...


È in una fredda sera di febbraio che, birra in mano e capelli unti, la nostra eroina rivolge gentili epiteti a dei poliziotti in divisa. Questi - secondo lei - sono colpevoli di “proteggere i fascisti” e di impedire ai suoi compagni di far calare la pesante scure della giustizia democratica, civile e costituzionale. E allora strilla, strepita e sbava: “Dovete morire", "fascisti di merda", "vigliacchi". Sono queste le perle che la gentil donzella, con i suoi 38 anni portati piuttosto male, rivolge agli agenti in un attimo di grazia femminile e di amore spassionato.

Quello che riguarda Azione Studentesca, al di là dello squallido teatrino delle miserie umane messo in campo dagli antifascisti, è che la signora in questione - per guadagnarsi da vivere - insegna in una scuola. Ebbene, sì: la nostra eroina è assunta dallo Stato italiano come insegnante, come una lavoratrice del pubblico settore che dovrebbe istruire le giovani generazioni e dare loro una forma. E cosa avrebbe da insegnare una demente che inveisce senza motivo, a telecamere accese, contro le forze di Polizia di quello Stato per il quale lei stessa lavora come educatrice?

Li conosciamo bene. Si potrebbe pensare che quello della nostra eroina sia un caso isolato, ma non è così: la scuola Italiana, a mezzo secolo dal 1968, è costellata di situazioni come questa. Il libertinismo sessantottino, frivolo e decadente, ha prodotto i suoi frutti: indisciplina, rifiuto di ogni forma di autorità, vilipendio della Nazione e dello Stato, materialismo galoppante, assenza di riferimenti e di valori. È il risultato di mezzo secolo di antifascismo culturale: quello dei diritti per tutti e della violenza politica come mezzo di espressione, dello sradicamento come dogma e della deformità come orizzonte, della delega come prassi e della droga come viatico.

Li conosciamo bene. Molti dei nostri “educatori”, purtroppo, sono così: falsamente impegnati, fintamente democratici e ipocritamente aperti. Hanno maledetto la vocazione spirituale per fare dell’odio sociale la loro religione, sacrificando il confronto sull’altare della faziosità progressista, codina e radical chic.

Li conosciamo bene, perché stanno in cattedra e ci guardano in cagnesco. Loro, i libertari degli “anni formidabili” dei Mario Capanna, dei Tony Negri e degli Oreste Scalzone - quelli che nacquero incendiari e crebbero pompieri - sono oggi i primi nemici della libertà. Erano i figli dei fiori, ma sono diventati i custodi del mercato, i sacerdoti del pensiero unico globale, i guardiani del sistema finanziario al soldo della mondializzazione e del consumo di massa: vogliono abbattere i confini e sognano l’estinzione del loro stesso popolo; confondono lo sfruttamento capitalistico con la solidarietà internazionale e la sostituzione etnica con il confronto multiculturale.

Li conosciamo bene, perché hanno il brutto vizio di scambiare le nostre aule per delle tribune politiche, penalizzandoci per la nostra scelta militante fuori dagli schemi. Ci guardano in cagnesco, perché distribuiamo un volantino fuori dalla scuola, parliamo di Patria nelle assemblee e o indossiamo la maglietta “sbagliata”. Ci guardano in cagnesco, perché non ci siamo fatti impasticcare dalle loro cazzate, restando sul nostro sentiero e battendoci a testa alta contro tutto e contro tutti. Ci guardano in cagnesco, perché siamo tutto quello che loro non potranno mai essere.

Sulla scuola abbiamo aperto e continueremo ad alimentare un grande dibattito, affinché questa Istituzione torni ad essere la fucina della nuova classe dirigente di questa Nazione e non solo lo sfogatoio dei frustrati, dei repressi e degli incompetenti. Affinché torni ad essere il luogo nel quale la persona si forma, nel solco dell’identità e del merito, delle radici e delle idee.

domenica 25 febbraio 2018

FALANGE IN MARCIA, 17/18 MARZO: LA DUE GIORNI NAZIONALE DI AZIONE STUDENTESCA A CASAGGì FIRENZE...


IL 4 MARZO SEGUI I RISULTATI ELETTORALI A CASAGGì: APERICENA E COMMENTO POLITICO...


UN AIUTO A DARIO, VITTIMA DELL'INFAMIA ANTIFASCISTA...


Lo scorso anno, durante un volantinaggio di Azione Studentesca e Casaggì, Dario si trovò a dover fronteggiare un presidio antifascista intenzionato a bloccare la nostra azione politica.

Nonostante la sua fosse una chiara azione di disturbo, lesiva della libertà altrui, l’antifascista è andato a sporgere denuncia in Questura, obbligando Dario a versare un pesante risarcimento.

Dario è uno studente e un militante a tempo pieno, una delle prime linee di Azione Studentesca ed uno dei camerati più attivi e più preparati della nostra organizzazione: non può affrontare questa battaglia da solo, ma ha bisogno di noi. Aiutarlo non è solo un gesto umano e comunitario, ma un preciso dovere politico: di fronte a quella scuola, quel giorno, ci sarebbe potuto essere chiunque di noi. Aver difeso l’agibilità politica di Azione Studentesca, in quel contesto, significa aver difeso l’esistenza stessa di tutto il movimento.


Una Comunità non lascia mai indietro nessuno dei suoi membri, ma si fa carico dei problemi di tutti, specie se maturati in un contesto militante. Essere Comunità, con i fatti e non solo con le parole, significa dividersi il carico da portare sulle spalle, alleggerendo la marcia di chi sta nei nostri ranghi.

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UN SUCCESSO LA SERATA SU BANCA ETRURIA A CASAGGì...


Sala piena per Letizia Giorgianni, leader dei risparmiatori truffati di Banca Etruria, che racconta lo scandalo bancario che ha fatto tremare la sinistra democratica.