lunedì 23 agosto 2021

10 SETTEMBRE: ADUNATA E INAUGURAZIONE!


 Venerdì 10 settembre dalle 19

ADUNATA E INAUGURAZIONE DEL BOGSIDE PUB!
Apericena, intervento, concerto

Anche se non ci siamo mai fermati, siamo pronti a ripartire. Venerdì 10 settembre, a Casaggì, si terrà la consueta “Adunata”: un momento di riflessione e di riorganizzazione che, da sempre, dà il via alla stagione militante.

Partiamo alle 19 con un aperitivo accompagnato da piatti caldi; proseguiamo alle 21 con l’intervento di Passaggio al Bosco Edizioni sulle “linee di vetta del contrattacco identitario” e - infine - concludiamo con l’inaugurazione del nuovo BogsidePub Firenze, tra ottime birre e un concerto di musica alternativa dal vivo.

Come da migliore tradizione, dunque, sarà una serata all’insegna della cultura, della politica e della Comunità: nel segno e nel ricordo di Attilio, camerata di Casaggì Valdichiana tragicamente scomparso due anni fa.

CASAGGÌ FIRENZE - VIA FRUSA 37

UN ANNO DI BATTAGLIE IN REGIONE, UNA VITA TRA LE BARRICATE


 Esattamente un anno fa, nel pieno dell’estate, iniziavamo la nostra campagna elettorale per Francesco Torselli: un’avventura incredibile, che si concluderà un mese più tardi con migliaia di preferenze e un seggio al Consiglio Regionale della Toscana.

Un anno più tardi, possiamo dirci pienamente soddisfatti del percorso intrapreso: sono decine - infatti - le battaglie portate avanti da Francesco, che nel frattempo è diventato il capogruppo di Fratelli d’Italia. Ma, quel che più conta, Casaggì ha mantenuto intatta - malgrado la presenza istituzionale a tutti i livelli - la propria identità originaria: presenza di strada, sindacalismo studentesco, editoria non conforme, Comunità militante, metapolitica e volontariato sociale.
Qualunque sia lo strumento, qualunque sia il momento, qualunque sia la sfida: noi saremo sempre i soldati di un’Idea.

IN RICORDO DI KHALED AL-ASAAD


Un tributo doveroso a Khaled al-Asaad, archeologo e scrittore siriano, decapitato il 18 agosto 2015 da un gruppo di tagliagole islamisti.

A capo del sito di Palmira per oltre 40 anni, Asaad contribuì alla scoperta, alla valorizzazione e alla diffusione del patrimonio culturale del medio oriente, portandolo all’attenzione dell’UNESCO e del grande pubblico.

Rapito nel luglio di 6 anni fa dall’ISIS, fu torturato e giustiziato a Tadmur, dove il suo corpo venne esposto al pubblico ludribio. L’archeologo si era rifiutato di indicare dove erano conservate le opere d’arte, evitando che queste venissero devastate dalla furia iconoclasta dello Stato Islamico.

Che la terra ti sia lieve.

 

AHMAD MASSOUD: RESISTEREMO E COMBATTEREMO


Ahmad Massoud, figlio del Leone del Panshir, Ahmad Shah Massoud, esorta i connazionali a non abbattersi per le vittorie talebane e li invita ad unirsi ai suoi guerrieri per costruire un nuovo Afghanistan
“Popolo afghano, Mujaheddin, amici della libertà ovunque nel mondo! La tirannia trionfa in Afghanistan. La schiavitù si instaura con chiasso e con furore. La vendetta odiosa si abbatterà sul nostro Paese martire. Kabul già geme. La nostra patria è in catene. Tutto è perduto? No.
Ho ricevuto in eredità da mio padre, l’eroe nazionale e comandante Massoud, la sua lotta per la libertà degli afghani. La sua guerra oramai è la mia. I miei compagni d’armi e io stesso daremo il nostro sangue, con tutti gli afghani liberi che rifiutano la schiavitù e che io esorto a raggiungermi nella nostra roccaforte del Panshir, ultima regione libera nel nostro paese in agonia”.


 

AFGHANISTAN: IL FALLIMENTO DELL'IMPERIALISMO AMERICANO


L’entrata dei talebani a Kabul - che a tratti ricorda le scene già viste a Saigon - attesta il totale fallimento dell’imperialismo americano e delle sue fragilissime creature politiche: una pratica di sovversione culturale, di attacco preventivo e di sfruttamento economico che - come già accaduto in Iraq - si dimostra perdente su tutta la linea.
Vent’anni fa, mentre l’Italia si apprestava a spedire i nostri soldati in quella guerra inutile, fummo tra quelli che denunciarono apertamente la falsità della favoletta occidentalista: la cosiddetta “esportazione della democrazia” - operata da una potenza che non la rispetta neanche all’interno dei propri confini e che mantiene ottimi rapporti con regimi che nulla hanno a che fare con i “diritti umani” - è una barzelletta dietro alla quale si cela il “vizio oscuro” di una élite atlantista e liberista che ha perpetrato rapine energetiche, stragi di innocenti e violazioni dei codici internazionali in tutto il pianeta. Del resto, a dimostrare la tenuta etica dei “paladini della libertà”, bastano le immagini dei fucili puntati sulle centinaia di collaboratori afghani che - evacuato il contingente americano - chiedevano di non essere abbandonati alla sorte.
Una cosa è certa: l’epoca delle prove muscolari è in forte discussione, ma non è affatto terminato - invece - il potere globale degli Stati Uniti, la cui azione geopolitica proseguirà attraverso le “guerre per procura”, le operazioni di intelligence e le destabilizzazioni mirate, come già accaduto con le “primavere arabe” e con il conflitto siriano. In questo senso, nella sua tragicità, la lezione afghana ha molto da insegnarci: ne faccia tesoro - anzitutto - chi non ha mai perso occasione di manifestare la propria sudditanza al Moloch a stelle e strisce.



 

CASAGGì SULLE STRADE DEGLI EROI





Ieri, una nostra delegazione di militanti ha percorso il sentiero delle “52 Gallerie”, costruite sul Monte Pasubio durante la Grande Guerra per rifornire l’esercito italiano senza passare sotto il tiro dell’artiglieria austriaca.
Un capolavoro di ingegneria militare e di ardimento architettonico: la mulatteria fu scavata nella roccia e i tornanti seguono l’aspra geografia del territorio fino a raggiungere la vetta, dal confine meridionale del massiccio, inerpicandosi vertiginosamente tra precipizi, guglie e pareti rocciose.
Le 52 Gallerie vennero completate in un solo anno - nel 1917 - col sudore e il sacrificio di minatori, esperti e soldati semplici. Da qui, molti non fecero ritorno, stremati per la fatica e le avverse condizioni meteorologiche. Ecco perché, quando si percorre il sentiero, occorre farlo con rispetto, marzialità e consapevolezza.
Un luogo sacro alla Patria che, grazie al coraggio e al valore dei nostri eroi, seppe resistere alle “tempeste d’acciaio” nemiche e consegnare all’Italia la vittoria finale.







 

IN RICORDO DI ADRIANO ROMUALDI


Adriano Romualdi
9 dicembre 1940 - 12 agosto 1973
“Esser di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo.
Esser di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l’avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose.
Esser di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto «a ciascuno il suo» non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa.
Infine, esser di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e - in nome di questa spiritualità e dei suoi valori - accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa”.


 

CASAGGì A TRESPIANO: ONORE AI CADUTI





Questa mattina, come accade da decenni, una folta delegazione di Casaggì ha reso omaggio ai caduti che riposano nel sacrario di Trespiano: una cerimonia essenziale e marziale, tenutasi nel più rigoroso rispetto della sacralità del luogo.
Quest’anno, per la prima volta, una sinistra terminale ha ritenuto necessario “presidiare” il cimitero con una “mobilitazione antifascista” che ha raccolto poche decine di isterici: alle loro inutili provocazioni non intendiamo replicare in alcun modo, se non con il silenzio e con l’esempio.
Il nostro, come sempre, è stato un momento di riflessione storica, di testimonianza ideale e di condivisione comunitaria: raccogliere il retaggio degli eroi che seppero anteporre il bene supremo della Patria all’interesse personale, incarnando l’etica suprema del sangue contro l’oro e l’impeto verticale dello spirito contro la materia. La loro fedeltà e il loro senso dell’onore siano il metro di misura di ogni nostra azione.







 

GIOVANE ALA ITALIANA


Il 9 agosto 1918, Gabriele D’Annunzio partiva dall’Italia alla volta del "folle volo" su Vienna. Insieme ad altri 7 biplani, gli incursori sganciarono 50mila volantini che esortavano il popolo austriaco alla resa.
L‘impresa fu innocua, ma fiaccò sensibilmente il morale e la tenuta dei soldati avversari, contribuendo alla vittoria finale di pochi mesi dopo.
Al suo ritorno, così scrisse il Vate:
“Non ho mai sentito tanto profondo l’orgoglio di essere italiano. Fra tutte le nostre ore storiche, questa è veramente la più alta…Solo oggi l’Italia è grande, perché solo oggi l’Italia è pura fra tante bassezze di odii, di baratti, di menzogne”.


 

600 ANNI DI GENIO FIORENTINO


Il 7 agosto del 1420 fu avviata la costruzione della Cupola del Duomo di Firenze da parte dell’architetto Filippo Brunelleschi.
Simbolo del più alto genio fiorentino, l’opera fu completata in quindici anni di lavori, con un sistema innovativo e visionario: oltre alla doppia calotta autoportante, 500mila mattoni - disposti per 114 metri di altezza - furono posizionati a “spina di pesce”, costituendo l’esempio di verticalità architettonica più ampia del mondo.
A distanza di 601 anni, Santa Maria del Fiore torna ad attestarsi come magnifico esempio di ingegno, bellezza e spiritualità. Un orgoglio nostrano che abbiamo il dovere di conoscere, custodire e trasmettere.


 

RICORDANDO HIROSHIMA


6 agosto 1945,
Hiroshima, ore 8:15 del mattino.
"Non c’è più nulla, non c’è più nulla.
Anziani e bambini bruciati vivi, Hiroshima - spazzata via come una cavità oculare senza più bulbo. Ossa bianche sparse sulle macerie rossastre, dall’alto, il sole batte a picco sulla città delle rovine, ove regna il silenzio. Guarda: anche sulle mie spalle e sulle mie maniche brulicano sciami compatti di mosche nere! Dal giorno in cui il vento dell’esplosione ci colpì così forte da spazzare via la Terra, non è rimasto nulla di questa città. Il mondo è furioso tanto da esplodere, ma gli uomini di questa città restano in silenzio, come le macerie, in quel momento."
-Kurihara Sadako
Tre giorni dopo, un'altra bomba atomica veniva sganciata sulla città di Nagasaki...
Noi non dimentichiamo.


 

RESTITUITE I CIMELI, SCIACALLI


Lorenzo Zazzeri, prodigio del nuoto mondiale e medaglia d’argento a Tokyo 2020, è stato vergognosamente derubato al suo ritorno dall’Olimpiade.
Il furto è avvenuto davanti alla piscina della Rari Nantes, dove gli è stata sottratta la borsa con tutti i ricordi dalla sua auto in sosta. Per fortuna, la medaglia olimpica l’aveva al collo…
Al di là degli appelli alla restituzione della refurtiva, ciò che va rimarcata è la degenerazione di un tessuto urbano che ha reso questi eventi “normali”: furti, scassi, rapine e aggressioni - ormai - sono parte integrante della cronaca quotidiana. I responsabili? Quasi sempre le “risorse” della “Firenze accogliente e multiculturale”, frutto di una sinistra che ha fatto della retorica buonista il proprio cavallo di battaglia.
A Lorenzo Zazzeri, orgoglio fiorentino dello sport, va tutta la nostra solidarietà.


 

2 AGOSTO: NESSUNO DI NOI ERA A BOLOGNA


2 agosto 1980: l’Italia è sconvolta dalla più grande strage che la sua storia abbia conosciuto. Alla stazione di Bologna, alle 10.25, va in scena una carneficina senza precedenti: un ordigno provoca 85 morti e 200 feriti.
Pochi minuti dopo, inspiegabilmente, i vertici dello Stato parlano già di “strage fascista”. Da quel momento, senza sosta, assistiamo ad un meccanismo perverso che si inquadra perfettamente nella oscena logica della “strategia della tensione”: depistaggi, insabbiamenti e colpevoli di comodo.
Quarantuno anni dopo, continuiamo a ripeterlo: nessuno di noi era a Bologna. La verità è la nostra stella polare: Giustizia per le vittime!


 

VICINI ALLA SARDEGNA IN FIAMME


Ci stringiamo al popolo sardo in questo momento drammatico e rilanciamo anche noi - attraverso le credenziali sotto elencate - la raccolta fondi per aiutare gli allevatori colpiti dagli incendi.
Dimostriamo che la solidarietà, la fratellanza e l’aiuto concreto non sono solo “metaforici giuramenti ma pratica quotidiana”.


 

11 AGOSTO A TRESPIANO, PER I CADUTI DELLA RSI


Anche quest’anno - con solare marzialità - porteremo un fiore sulla tomba di chi difese l’onore d’Italia fino all’ultimo respiro. Una cerimonia essenziale e profonda, nel ricordo dei tantissimi giovani che trovano riposo nel sacrario di Trespiano.
MERCOLEDÌ 11 AGOSTO ORE 11
CIMITERO DI TRESPIANO - FIRENZE


 

BASTA CON LA PROPAGANDA ARCOBALENO NELLE SCUOLE


BASTA CON LA PROPAGANDA ARCOBALENO NELLE SCUOLE
Ieri, l’istituto tecnico Marco Polo di Firenze ha chiamato Malika Chalhy a raccontare la propria esperienza durante il ciclo di incontri ‘July for future’, ma questo si è presto trasformato in un vero e proprio comizio ideologico.
La ragazza è recentemente balzata alle cronache nazionali per essersi data a ‘spese pazze’ con i soldi di tantissimi benefattori, i quali volevano aiutarla ad emanciparsi dai genitori che non accettavano la sua omosessualità. Tutto legittimo, fin quando non si strumentalizza la vicenda per riproporre la solita propaganda Lgbt, priva di contraddittorio e visioni alternative. Ci chiediamo perché, nelle scuole, non vengano promosse iniziative “pro vita”, ad esempio, ma solo narrazioni sul gender e sulle teorie arcobaleno. Dov’è la tanto decantata libertà di scelta dei giovani?
Riteniamo che la scuola debba essere il terreno fertile per il confronto, per lo scambio di idee, per la reciprocità e la crescita personale. A Firenze, niente di tutto questo accade: la maggior parte degli istituti e dei licei, infatti, sposano la linea politicamente corretta e progressista, inducendo i ragazzi a credere che sia l’unica. È tempo di metter fine al martellamento ideologico di certi professori. Lasciamo gli studenti liberi di scegliere, di imparare e di conoscere.


 

AGOGHÈ 2021: DAREMO AL MONDO LA FORMA DEI NOSTRI SOGNI











AGOGHÈ 2021: DAREMO AL MONDO LA FORMA DEI NOSTRI SOGNI
Tre giorni intensi, lontani dai comfort della metropoli e dal divenire virtuale della modernità. Solo natura, sport, Formazione e Comunità. Sono queste le uniche e inderogabili linee di vetta che Azione Studentesca ha scelto di riportare al centro della propria attività militante e metapolitica, adottandole come prìncipi ordinatori del proprio agire.
Sotto il simbolo che abbiamo scelto di (ri)adottare ormai 5 anni fa - del resto - non trova spazio il politicante, il narcisista o l’aspirante portaborse. Si entra a far parte di questa falange con l’unico scopo di donare senza ricevere, di trasmettere senza disperdere, di custodire senza stravolgere, di apportare senza imporre. Un servizio disinteressato e totale - oltre ogni logica di profitto e di individualismo - nella più pura convinzione ideale, imparando l’etica della disciplina, del confronto, dell’appartenenza e della tenuta.
Ripartire dalle nuove generazioni - dando spazio ad appuntamenti come “Agoghè”, che si dedicano a ribadire l’importanza dell’approfondimento, della trasversalità delle discipline e della militanza identitaria - significa avere a cuore il futuro della Nazione e della nostra storia, oltre la gabbia opprimente del “politicamente corretto” e del pensiero unico. Anche per questo, la meglio gioventù d’Italia - quella che non si inginocchia, ma sa ancora camminare con la schiena dritta e guardarsi negli occhi - ha scelto di “insorgere contro il globalismo”: per incarnare lo straordinario patrimonio della nostra Civiltà e contrattaccare, sottraendosi alla barbarie del livellamento e al baratro dello sradicamento.

 

IL PROGRAMMA DI AGOGHE' 2021











 

IN ALTO LE PINTE: STA ARRIVANDO IL NUOVO BOGSIDE PUB!


 PINTE, SORRISI E SOGNI DI RIVOLTA

Il BogsidePub Firenze si rinnova: sarà inaugurato il 10 settembre con un grande evento...
Quello del bancone, senza dubbio, è un riferimento che accompagna la storia di Casaggì fin dai primi anni del presente millennio. Inizialmente, era una misera mensola in quella che fu la sede originaria dello “spazio identitario” fiorentino: passo dopo passo, si è trasformata in un vera e propria birreria dotata di tutto l’occorrente e frequentata da centinaia di persone.
Nel 2012 - con l’inaugurazione della sede di via Frusa - nasce anche il Bogside Pub, edificato attraverso gli sforzi fisici ed economici dei militanti, pronti a rinunciare alle vacanze estive per confrontarsi, cemento alla mano, con la costruzione di un punto di ritrovo che fosse il fulcro scanzonato e appassionato di una Comunità che voleva interpretare la propria appartenenza politica come un’esperienza totalizzante. La scelta del nome, evidentemente, non è casuale: il Bogside è il quartiere-ghetto dei nazionalisti e dei cattolici di Derry, già teatro della Bloody Sunday e delle tante battaglie di strada, dove il fumo acre delle barricate si mescola al sapore forte della Guinness e al sogno di una Repubblica Irlandese unita, sovrana e libera dal dominio britannico. Al suo interno, l’iconografia non mente: i murales dipinti sul bancone, assieme alle fotografie originali dei Troubles e ai cimeli raccolti dai volontari dell’Irish Republican Army, richiamano l’epopea di una lotta di liberazione che ha profonamente scosso il cuore dell’Europa.
Proprio il retaggio del Vecchio Continente, infatti, è il leitmotiv delle tante serate trascorse tra i boccali e le bottiglie di questo covo sotterraneo: conferenze, degustazioni, presentazioni librarie, cene popolari, cineforum, concerti e aperitivi sembrano avere - come filo conduttore e riferimento assoluto - le mille declinazioni di una Civiltà antica di tre millenni. Perchè l’identità profonda dei nostri antenati - che spesso si è trasmessa davanti al fuoco e sorseggiando un bicchiere di idromele, di birra o di vino - passa anche dall’immenso patrimonio che si è manifestato nella distilizzazione e nell’eno-gastronomia. Il Bogside, del resto, ha scelto di riscoprire questa immensa eredità: dai tanti liquori artigianali alla meravigliosa tradizione degli amari italiani e dalle mille rielaborazioni birrarie alla maestosa arte vinicola, nel solco di una produzione che - anzitutto - è il frutto del paesaggio e dell’unicità del suo percorso storico. Tra i compiti del Bogside - infatti - vi è anche quello di restituire ai più giovani la consapevolezza di un retaggio che per secoli è stato tramandato nei monasteri, nelle farmacie, nelle locande, nelle osterie e nei Pub di tutto il continente, dalle nebbiose brughiere scozzesi alle assolate pendici dell’Etna, passando per le campagne bavaresi e i vicoli di Londra, i vitigni del Chianti e le verdi distese dello Champagne.
Bere, nella nostra cultura, significa condividere una storia, un momento, un’esperienza e un racconto: significa essere Comunità, mescolando il dovere al piacere, oltre le degenerazioni alcoliche dei tempi moderni e nel pieno controllo di sè. Un luogo di ritrovo, dunque, ma anche uno spazio libero e impegnato, dove poter ascoltare la presentazione di un libro, fare due chiacchiere o guardare un film: fuori dagli angusti schemi del pensiero unico e del “politicamente corretto”, in compagnia delle più audaci menti del panorama culturale non conforme. Vi è di più: il Bogside vuole essere il punto di ritrovo di una Comunità nazionale che ha bisogno di viversi e di condividersi, cercando e trovando il simile: per scambiarsi esperienze e battaglie, oltre il grigio orizzonte dell’isolamento digitale imposto dalla “nuova normalità” pandemica. Anche per questo, nei mesi di chiusura forzata, i militanti di Casaggì si sono rimboccati le maniche e hanno messo in piedi un’opera titanica: sono state costruite da zero le nuove pareti in legno, la nuova cucina e il nuovo bancone, in fedeltà ad un progetto ambizioso che è stato realizzato alla perfezione e senza l’aiuto di nessuno. Un sogno che si realizza e che viene messo a disposizione di un’intera area, in ordine con la volontà di costruire una Rete Identitaria che sia scudo e spada di una visione del mondo.
In alto le pinte, ribelli!

CARLO FALVELLA, PRESENTE!