Nel navigare sul web, tra un sito e l’altro, ci siamo imbattuti in un blog che parlava di noi (http://iononstoconoriana.blogspot.com/2008/11/francesco-torselli-e-casagg.html). Un blog di parte, che già conoscevamo per alcune illuminanti considerazioni fatte in passato sul nostro conto. Così, tra una pagina e l’altra, troviamo un articolo che ci narra e che, con toni sarcastici, cerca di buttarci un po’ di merda addosso, con tanto di nomi e cognomi, abitudini e informazioni sulla vita privata di vario genere. Tutto lecito, siamo in prima linea e sappiamo perfettamente che questi sono i “rischi collaterali” di chi ha scelto di metterci la faccia. Anzi, per dirla tutta, ci siamo anche fatti due risate. Lungi da noi il rifiutare la goliardia, lo scherzo e lo sberleffo, ma – già che ci siamo – ci prendiamo anche il diritto di replica che, fino a prova contraria, è sacrosanto.
Non possiamo fare nomi e cognomi. Non perché non ci vada – con certa gente l’etica va a farsi friggere – ma perché la pratica antifascista di lorsignori, coerentemente con i presupposti che la anima, è rigorosamente anonima. Nessun nome, nessuna faccia, nessuna sigla. Ma tant’è…
Lorsignori, chissà su quale ardua base politica, decretano che fortuna di Azione Giovani sarebbe durata lo spazio di un mattino. E questo perché, dopo aver portato “schiere di sedicenni mandandoli in piazza contro il centro sinistra del demoniaco Prodi e contro l’inviso Fioroni, il movimento giovanile di AN rischia di rimanere schiacciato nella tenaglia piddiellina”. Non sappiamo su quali basi, ma la sentenza è stata emessa. Se lo dicono loro, siamo apposto. L’unica cosa che ci chiediamo, in tutta onestà, è quale sia la tenaglia. E’ forse quella di chi, lo scorso 25 ottobre, ha permesso ad Azione Giovani di scrivere il programma del PDL per le prossime elezioni amministrative fiorentine? Eh sì, un bel tenaglione. Se rimanerne schiacciati significa scrivere programmi, mantenere in vita le proprie sedi, mandare il proprio segretario nazionale e fare il Ministro della Gioventù, vantare centinaia di eletti a tutti i livelli e iscrivere migliaia di ragazzi ogni anno, noi ci mettiamo la firma. E ci viene naturale chiederci: non è forse una tenaglia più insidiosa quella che ha costruito ad arte il PD e che ha tagliato fuori lorsignori dal Parlamento italiano, dalla società civile, dalla piazza e dall’Italia? Siete proprio sicuri di essere nella condizione di poter irridere gli altri? Senza rappresentanza, senza punti di riferimento, senza seguito duraturo. O pensate davvero che quei quattro studenti anti-Gelmini possano fare la Rivoluzione? Dai, lo sapete meglio di noi che tra qualche settimana, quando i telegiornali decretano il nuovo tema del giorno e le agende mediatiche si aggiornano, tornate a cantarvela e a suonarvela tra di voi, più soli di prima. Almeno un tempo esisteva un Movimento di opposizione che si radicava nelle fabbriche e nelle Università: oggi gli operai votano a destra e le facoltà (vedi “La Sapienza”) scacciano i Collettivi a calci nel culo. Tempi duri.
E poi, come se non bastasse, si passa al giudizio sui fatti dello scorso 17 novembre, quando un corteo di pseudo-studenti ha tentato un assalto a Casaggì. Lorsignori, che sui blog tengono sempre a ribadire che loro lavorano, studiano e producono (una sorta di complesso, peraltro tipico del peggior spirito industrial-capitalista, quello del “produci, consuma, crepa”) non avrebbero fatto nulla di male. Questi studenti, poco più di trecento, erano talmente in buona fede che dopo aver quasi sfasciato un bar in piazza Libertà (aveva ospitato eventi legati alla destra e tanto bastava per assaltarlo), si sono diretti verso via Maruffi. Così, tra caschi e volti coperti, i poveri studenti (tra i quali alcuni quarantenni probabilmente ripetenti), hanno tentato il colpaccio. Ma qualche poliziotto ai loro lati e qualche militante di AG davanti al portone bastarono per farli desistere e farli proseguire oltre dopo un eroico lancio di oggetti ai danni della sede. Chi ha avuto modo di vedere il filmato da noi diffuso può farsi un’idea del livello di questa gente, della frustrazione e della bile che covano dentro, della povertà d’animo e della vigliaccheria.
E siccome noi non sappiamo come fare a farci considerare – sempre secondo lorsignori – avremmo il brutto vizio di lamentarci. Ma sì, infondo hanno ragione. Lo scorso novembre un bar dell’Albereta è stato assaltato alle undici di sera dai militanti del CPA di Firenze Sud perché frequentato da alcuni giovani di destra; i nostri militanti sono seguiti e fotografati sotto casa; la nostra sede è presa d’assalto in pieno giorno; diventa impossibile anche fare un gazebo; nelle scuole e nelle università è impedito ogni confronto; le librerie sono chiuse con la forza e con le intimidazioni; le minacce sono quotidiane: del resto, insomma, va tutto benone. Non c’è che dire, stiamo vaneggiando. Francamente ci sembrava che la situazione fosse un po’ diversa e che, di solito, fossero altri a fare le vittime per molto meno. Basti ricordare che i tre/quarti degli interventi che si possono leggere sui loro blog sono all’insegna di un fantomatico “pericolo fascista” ai danni della città. Un pericolo imminente che deve richiamare i sani valori dell’antifascismo (cioè dell’agguato e della violenza di strada) e che deve salvare le scuole, le strade, le università, le istituzioni, le città e la porcaccia della miseria dalla deriva nazifascistarazzistaxenofobaviolenta di Azione Giovani e di Casaggì.
L’intervento di lorsignori si concludeva con una dedica. Che carini, ci hanno dedicato anche una bella canzoncina. A Francesco Torselli, Presidente di AG Firenze, avrebbero dedicato “Alexander Platz” di Franco Battiato. Anche noi vogliamo dedicare loro una canzone, sempre di Franco Battiato. E’ “Patriot to Arms” e con una frase li dipinge tutti: “Le barricate le fai per conto della borghesia, che crea falsi miti di progresso”.