Pubblichiamo alcune righe inviateci da uno studente del Liceo Michelangiolo di Firenze. Lo facciamo anche se l'argomento affrontato, seppur brevemente, è stato a più riprese affrontato su questo blog. Lo pubblichiamo perchè siamo una voce libera, che dà voce alle voci libere, anche quando non fanno parte della nostra Comunità e non ne hanno intenzione. Lo facciamo perchè , aldilà delle belle parole dei grandi scrittori, è giusto anche ascoltare la voce di un ragazzo che non fa politica e che non ha lauree da sbandierare, ma sente comunque la necessità di strillare qualcosa e di farlo senza rendere conto a nessuno. Lo facciamo perchè, fondamentalmente, quella voglia di strillare è anche la nostra. Poco importa quanto sia vicina o lontana da noi. Quell'istinto ci piace.
Ragazzi con la maglietta del “Che” o la stella rossa, volantini con i volti di Lenin e Trotsky affiancati a Stalin e Mao. Il comunismo va di moda. Peccato che in molti (troppi) questa moda è seguita di pari passo da ignoranza e ipocrisia. Perché, d’altronde, il volto di Mao è il volto di un idolo, un grande di quella moda rossa che pervade molti nostri coetanei. Hitler, invece, era il demonio in persona.
Chiedendo qua e là tra gli studenti “quante sono state le vittime civili di Hitler”, in molti rispondono 6 milioni, quel famoso numero scandaloso (ed effettivamente mostruoso) delle vittime ebraiche dell’olocausto (al quale vanno sommati almeno altri 2 milioni di non ebrei); ma alla domanda: “le vittime civili del comunismo?”, la stragrande maggioranza non ne ha idea, i rimanenti si aggirano sui 10 milioni. Mao (da solo) ha fatto un numero tale di morti (impreciso, certo) che si aggira attorno ai 65 milioni. Dobbiamo contare anche quelli di Russia, Europa dell’est, Corea del Nord e via dicendo? Mi è stato risposto più d’una volta: “Eh, ma il comunismo voleva fare del bene, il nazismo no”; le sue vittime superano di più di otto, nove volte quelle del nazismo e voleva fare del bene? Oppure: “Eh, ma la Cina è lontana...” o peggio “Eh, ma tanto i cinesi sono miliardi!”.
E quella stessa persona dovrebbe sostenere l’uguaglianza e la parità dei diritti umani? Questo è l’atroce risultato dell’ignoranza dei molti che incontra l’ipocrisia della società, la quale tende fin dall’inizio a dare un’idea del bene e del male, del buono e del cattivo. Il buono, vincitore, che ha sconfitto il male assoluto. Questo è quello che gli basta sapere, a uno studente di oggi, per pensare a Stalin come a un eroe e per mettersi una maglietta con il suo volto o la falce e il martello e una spilla con la foglia di marijuana. “Ma sì, tanto le due cose stanno bene insieme” lui pensa, magari. L’omologazione dei giovani che vestono alternativi per essere come gli altri, per la “moda del comunismo”, è una ridicola contraddizione: alternativi rispetto a cosa, se l’alternativo è diventato un luogo comune?"
Corso Tarantino
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