Nelle ultime ore alcuni giornalisti si sono rivolti a Casaggì per chiedere che fossero rilasciate dichiarazioni e commenti in merito alle minacce ricevute da Giorgio Pacini, ex caposquadra partigiano della Sap della Prima Zona e oggi membro dell’Anpi, che si è visto recapitare a casa una busta contenente due proiettili e, sempre sulla stessa busta, una scritta inneggiante ai franchi tiratori.
Vogliamo essere chiari e netti: Casaggì condanna senza mezzi termini il gesto, che è vile, anonimo e profondamente stupido. Può avere un solo scopo, quello di agitare acque fin troppo agitate. Chi fa politica ogni giorno, aldilà delle sigle o dei partiti nei quali si riconosce, non può avere niente a che vedere con questo genere di fatti, che solitamente hanno il solo scopo di innalzare il livello della tensione. Noialtri, con la tensione e con l'odio, non vogliamo aver nulla a che fare.
Non condividiamo le politiche e le proposte dell’Anpi, come più volte abbiamo avuto modo di dire, ma restiamo convinti che questi metodi di intimidazione mafiosa restino in assoluto i più inutili e i più idioti, perché volti soltanto a rinfocolare un odio che non ci appartiene e che abbiamo sempre condannato, anche durante le tanto contestate commemorazioni da noi organizzate in ricordo dei caduti della Repubblica Sociale Italiana al sacrario di Trespiano, che abbiamo comunque e sempre ricordato nell’ottica della pacificazione nazionale e del rispetto di tutti.
Abbiamo una precisa collocazione politica e siamo in antitesi con molte delle tesi sostenute dall’Anpi, ma siamo altresì convinti che certi gesti non giovino a nessuno, tanto meno a chi dovrebbe onorare l’eredità della Rsi o di qualsiasi altra parte attiva nel secondo conflitto mondiale. Chi ci conosce sa perfettamente che agiamo alla luce del sole, mettendoci il nome e la faccia, e che non avremmo assolutamente motivo di appoggiare o tollerare azioni di questa natura.
Apprendiamo con dispiacere, inoltre, che alcuni giornalisti avrebbero immediatamente ricondotto le minacce alla commemorazione da noi organizzata, facendo illazioni ed emettendo verdetti tra le righe che si prestano facilmente a querela.
Possiamo soltanto sperare che certi gesti siano opera di individualità isolate e non di attivisti appartenenti a movimenti politici organizzati. Chi ha a cuore un'eredità storica, ideale e valoriale non la difende minacciando nell'anonimato, ma declina una visione del mondo trasformandola in azione, con umiltà e con coraggio, tenendosi alla larga da chi alimenta le spirali di rancore.