di Gianluca Padovan (Rinascita)
Il classico gigante americano, biondo, bonaccione, spiantatissimo, ma di buona volontà, è disoccupato e cerca lavoro. D’intelligenza tutt’altro che brillante, ma non scemo, un giorno inforca un paio di occhiali per vederci meglio. Nota con stupore che la pubblicità è in bianco e nero. Si rende pure conto che non tutti gli esseri umani hanno fattezze umane. In pratica la Terra è governata da esseri alieni che usano mezzi di persuasione occulta, attraverso televisione, giornali e pubblicità, per tenere soggiogati gli esseri umani. Ma la cosa più preoccupante è che una larga schiera di esseri veramente umani collabora allegramente e riccamente con questi parassiti e li sostiene anche con le armi in pugno.
Sto parlando del film «Essi vivono» del regista statunitense John Carpenter. Egli ci mostra in pellicola l’altra faccia della medaglia. Tratto dal romanzo «Eight O’Clock in the Morning» di Ray Nelson, l’inquietante film del 1988 immortala uno spaccato reale: «L’intera economia americana è al servizio degli obiettivi di questa nuova classe sociale imprenditrice. Sono alieni, ma la metafora è fin troppo eloquente: sono come noi ma vogliono impossessarsi di tutto, noi compresi. La società si è spaccata sempre di più, le classi medie, tra le dirigenti e quelle povere – che da un lato mediavano i conflitti sociali e dall’altro erano il gradino di passaggio da una classe all’altra (il mito della mobilità sociale) – stanno scomparendo, e la sociologia americana spiega come dalla società piramidale degli anni Cinquanta e Sessanta si vada sempre più verso la cosiddetta società “a clessidra”, con la classe media in mezzo, semi scomparsa. Cioè o sopra o sotto. O ricchi o poveri, la filosofia del “reganismo”, o di qua o di là» (Chiacchiari F., Essi vivono, in John Carpenter. La visione oltre l’orrore, Gariazzo G. (a cura di), Stefano Sorbini Editore, Roma 1995, pp. 125-126). Carpenter è un regista scomodo, che così viene dipinto: «Uomo democratico e decisamente “di sinistra”, non è affatto apprezzato dalla critica “ufficiale” di questa componente politica, sia in Usa che in Italia» (Chiacchiari F., Introduzione, Gariazzo G. (a cura di), Stefano Sorbini Editore, Roma 1995, p. 7).
Ma torniamo al film. Un tabellone pubblicitario reclamizza semplicemente un prodotto tecnologico. In realtà, guardandolo con occhiali speciali, reca una sola grande parola a caratteri cubitali neri in campo bianco: «OBBEDITE». Un altro cartellone, con donna in costume sdraiata sulla spiaggia, ingiunge: «SPOSATEVI E PROLIFICATE». Ma altri ancora recitano: «CONSUMATE», «SOTTOMETTETEVI», «COMPRATE», «LASCIATEVI CULLARE DAL BENESSERE», «NON FATE DOMANDE ALLE AUTORITÀ». Per un attimo il gigantone biondo parrebbe voler rifiutare quello che vede. Ma la realtà è lì davanti ai suoi occhi, seppure vista attraverso lenti speciali. Le banconote verdi, ovvero i classici dollari americani, in realtà recano la seguente scritta: «SONO IL TUO DIO». Poi si accorge che non tutti gli esseri umani sono uguali, perché taluni hanno la faccia che assomiglia ad una orrenda maschera. Sono vestiti e si muovono come chiunque altro, ma sono chiaramente e intimamente diversi. Sono tutti individui più che abbienti, taluni decisamente ricchi e facoltosi. Molti sono personaggi televisivi, altri ancora sono mescolati tra i tutori dell’ordine e intercettano ed eliminano chi riesce a riconoscere gli alieni.
Un prete di colore si accorge dell’anomalo stato di cose e cerca di predicare alla folla assente, incredula, perplessa o semplicemente troppo annoiata e ottenebrata per poter attivare il proprio senso critico e fare funzionare autonomamente il proprio cervello: «... ci stanno alle calcagna come ombre! Stanno riempiendo di amarezza le vostre vite, il miele che vi offrono vi avvelenerà come il morso dello scorpione e in quel tempo cercherete la morte, ma non la troverete; bramerete morire, ma la morte vi fuggirà; (...) si mimetizzano tra di noi come serpenti; (...) a loro si sono prostituiti tutti i governanti e la Terra è diventata un covo di corpi pieni di spiriti immondi perché le nazioni stanno bevendo il vino della loro sfrenata concupiscenza e i governanti si sono prostituiti a loro e i mercanti si sono arricchiti del loro lusso sfrenato. Svegliatevi, hanno preso il posto di Dio!» (tratto da un dialogo del film «Essi Vivono»). Due poliziotti si avvicinano...
Intanto lo spiantato biondo continua a guardarsi in giro ed esclama: «Siamo governati da teste di morto!». Intercettato da un paio di questi orrendi esseri vestiti da agenti di polizia, se ne libera considerando «Allora morite esattamente come noi, bastardi...». Poi imbraccia un fucile a pompa, entra in una banca e comincia a fare il tiro a segno con tutte le teste di morto che sono lì dentro, anche in veste di cassieri. Il film prosegue tra fughe e colpi di scena. Ma il gigantone non è pago di ciò che sa e vuole condividerlo. Cerca quindi di fare capire la situazione in cui l’umanità versa ad un altro disoccupato, nero e d’origine verosimilmente africana, conosciuto da poco. Ma per convincerlo che basta indossare, con gesto semplice ed elegante, un paio d’occhiali, per vedere chiaramente il tutto, deve prima pestarlo a sangue.
Il prete predicatore di prima riesce a diffondere qualche concetto anche attraverso una scalcagnatissima emittente televisiva: «Ci rendono schiavi delle forze oscure della materia corporale e con la vanità, l’ansia e l’indolenza ci anestetizzano la mente (...). La nostra natura umana si è lasciata sopraffare dalle istituzioni esistenti. Crediamo di essere ricchi e invece siamo precipitati nell’abisso dell’avidità e della miseria, privandoci di ogni aspirazione, espressione e valore umano. Questi artifici ci mantengono in uno stato di banalità elevata, impedendoci di vedere la degradazione con la quale abbiamo schiacciato il mistero di Dio che è in noi e se continuiamo a vegetare nella vigliaccheria e nella cecità e nel mutismo sarà la fine. Si sono impadroniti della Terra e ci manovrano indisturbati fino a che non li scopriremo...» (tratto da un dialogo del film «Essi Vivono»).
Oggi solo i più sprovveduti e tragicamente poveri di spirito ignorano o non credono (che è peggio) che gli Uniti Stati d’America siano governati dalla ristretta lobby che controlla banche e multinazionali. Ma tale governo è definito «democratico». La classe media è quasi scomparsa, globalmente sono culturalmente poveri, praticamente sono uniti nella medesima illusione di essere «liberi». In Italia ce li abbiamo tra i piedi dalla Seconda guerra mondiale. Dobbiamo forse giungere a una Terza guerra per toglierceli dai piedi o definitivamente soccombere? Che cos’è meglio?
Ora, spegnete la televisione e accendete il cervello. Non vi rendete conto che le persone di spicco le quali guidano molti stati hanno la faccia degli alieni? Alieni al vivere comunitario su questa Madre Terra. Alieni alla umanità che generalmente accomuna e caratterizza gli esseri umani propriamente detti. Se prendete in mano il vocabolario, alla parola umanità potete leggere: «Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini» (Istituto della Enciclopedia Italiana, Vocabolario della Lingua Italiana, vol. IV, Roma 1994, p. 1037). Cominciate così a farvi due conti.
Nel frattempo che facciamo? Continuiamo a dar loro credito e a mantenerli? Nel frattempo guardatevi questa bella americanata di film, ma sono certo che poi guarderete il vostro prossimo con altri occhi... se non l’avete già fatto.
UN VIDEO DI CASAGGì REALIZZATO, UN ANNO FA, UTILIZZANDO PROPRIO LA TRACCIA DI "ESSI VIVONO"...