martedì 6 dicembre 2011

SCRITTE SU CASAGGì: INDIGNADOS, ANNOIATI E PRODOTTI DEL SISTEMA





Questa notte, secondo la peggiore delle consuetudini, è andato in scena l'ennesimo atto di vandalismo contro la nostra sede. Anonimi, anche nel nome, e vili hanno imbrattato il muro antistante Casaggì, col favore del buio e della noia, che contraddistingue esistenze prive di direzione e di senso. La scritta innaturale, frutto della mano tremante di chi non ha neanche il coraggio dell'infamia

Gli autori fanno parte del movimento degli Indignati, nuovo nome col quale si identificano i soliti vuoti a rendere che hanno ingrossato le fila di tutti quei fenomeni da baraccone che di volta in volta hanno finto un'opposizione di facciata al sistema, rientrando poi in quello stereotipo che lo stesso ha costruito ad arte per contenerli, farli vivacchiare e infine scaricarli, come accadrà a breve e come è accaduto con le tute bianche, i no tav, i no vat, i no global e tutto il resto del carrozzone. 

Giacchè questa gente, che con una bomboletta pretenderebbe di far crollare il capitalismo, è quanto di più funzionale esiste per la sopravvivenza del capitalismo stesso, e forse anche per la sua conseguente estremizzazione: rappresenta un'opposizione ovvia, scontata, infantile, eterodiretta e banale, come neanche i creatori del club Bildeberg avrebbero pensato. Non produce niente di costruttivo, auto-ghettizzandosi attraverso gesti come questo e allontanandosi automaticamente dalle esigenze del paese reale, che si pretenderebbe di rappresentare andando a tirare qualche sasso a qualche vetrina un paio di volte all'anno e contribuendo così a far digerire con disinvoltura quelle procedure di repressione e di schedatura di massa che la logica securitaria, cara ai manovratori del mercato, impone per meglio controllare le potenziali fasce di consumo, i nemici giurati e i sudditi di varia specie. Così, senza nemmeno troppa fatica, il pretesto per rinforzarsi è offerto proprio da chi avrebbe dovuto scongiurarne l'effetto... 

Ma capiamo perfettamente che questo tipo di ragionamento non è facile da comprendersi, specie per chi vive di slogan e di azioni al buio. 

Di seguito, riportiamo il comunicato emesso per l'occasione da Torselli e dai responsabili di Giovane Italia: 

Scatarzi e Draghi (Giovane Italia - PdL): “Movimenti lontani anni luce dalla gente che cercano visibilità con atti stupidi”
“Prima la tendopoli in piazza e le fontane artistiche cittadine usate come lavabi, adesso le minacce, le scritte sulla sede e i volantini di rivendicazione contro il PdL, la Giovane Italia e Casaggì. E gli indignati sarebbero loro? Semmai indignati sono i cittadini perbene: indignati della loro presenza e dei loro comportamenti in città”. Questo quanto dichiarato dal consigliere del PdL Francesco Torselli.

“Per la seconda volta in dieci giorni - spiegano Marco Scatarzi e Alessandro Draghi, rispettivamente Presidente fiorentino e provinciale della Giovane Italia - la sede di Casaggì, della Giovane Italia e del Punto PdL di Via Frusa è stata oggetto di scritte offensive accompagnate da tanto di volantino di rivendicazione (sequestrato dalla polizia) sul quale comparivano sigle riconducibili al movimento dei cosiddetti indignati”.

“Questa gente crede di rappresentare il popolo - concludono Torselli, Draghi e Scatarzi - non rendendosi conto di creare alla cittadinanza soltanto disagio e fastidio (vedi l'osceno scempio andato in scena in SS. Annunziata). L'accanimento, anacronistico e ridicolo, contro la sede di un movimento che conta migliaia di iscritti a Firenze e provincia dimostra il loro essere fuori da ogni razionale analisi della società. La cosa comica è che si dicono pure ‘indignati’, quando in realtà ad essere indignati sono tutte le persone per bene che, purtroppo, hanno il dispiacere di imbattersi in loro”.