giovedì 5 gennaio 2012

FLI CONDANNA LA MELONI E IL CORTEO PER I MARTIRI DELLE FOIBE: "DOVREBBERO FARLO PER I NUOVI ITALIANI"...

L’altro giorno, sul sito di Futuro e Libertà, un micropartito noto per esser morto ancor prima di nascere e per essere gestito in modo sultanico da un mezzouomo, è comparso un articolo nel quale un anonimo signore si diceva disturbato dal fatto che a Firenze, il prossimo 4 febbraio, una discreta parte della destra identitaria ricorderà i martiri delle foibe e le vittime del comunismo. In particolare, nel pezzo in questione, si accenna al fatto che richiamare i crimini del comunismo sia in qualche modo fuori dal tempo. In tempi di crisi globale, dicono, si dovrebbe parlar d’altro, come ad esempio – citiamo testualmente – “mobilitare invece i giovani per affermare la nuova e condivisa visione di un'Italia aperta e accogliente nei confronti dei cosiddetti nuovi italiani”. Comprendiamo bene che a Futuro e Libertà ci si sia immedesimati così tanto nella parte, ma che si arrivasse a battere sul tempo la galassia antifascista dell’antagonismo locale ci pare un risultato di non poco conto…

E’ curioso il fatto che proprio coloro che a suo tempo hanno contribuito alla creazione della Giornata del Ricordo, nel 2004, siano oggi a storcere la bocca dinanzi a chi ha continuato, con coerenza, a commemorare quel martirio. E’ evidente che per certa gente il ricordo dei martiri del proprio popolo vale soltanto quando se ne può ricavare un qualche rendiconto mediatico o politico. Poi, quando l’eccidio non buca più lo schermo e non è più sulla cresta dell’onda, si torna a ricacciarlo nel dimenticatoio di sempre, così da non scontentare nessuno.

E’ curioso anche il parallelismo che possiamo fare con l’Anpi, che proprio in questi giorni, sta cercando di impedire il ricordo dei caduti di Acca Larentia, ragazzi trucidati a colpi di mitraglietta e di pistola fuori da una sezione, il 7 gennaio del 1978. Ricordarli, dicono, sarebbe una provocazione. Come se la colpa fosse di chi li ricorda e non di chi li ha uccisi.

E’ curioso, e macabro, il ruolo di chi si erge a improvvisato tutore delle parti, pur provenendo da una storia di tutt’altro tipo. Se l’autore dell’articolo si fosse documentato avrebbe certamente avuto modo di sapere che Giorgia Meloni, esattamente come la nostra Comunità e come tutto il mondo giovanile che proviene dall’esperienza militante di Azione Giovani e che oggi si riconosce nella Giovane Italia, ha agito e agisce per il superamento degli steccati e dei rancori da quarant’anni suonati. Basterebbe rileggersi un qualunque documento di “Fare Fronte” per capire che la logica dell’odio è lontana da noi anni luce e che, noialtri, di patti generazionali ne parliamo da quando il leader di Futuro e Libertà era ancora impegnato a giocare col più trito nostalgismo, poi puntualmente archiviato in nome di un vuoto pneumatico ancor peggiore.

E’ curioso, ma infondo ovvio, il fatto che l’articolo sia anonimo. E ciò basterebbe per chiudere la questione e archiviarla come il gesto di un vile e tremolante babbeo da tastiera.

E’ curioso il fatto che si faccia passare per superata una manifestazione che richiama la coscienza di popolo, il ricordo unanime, la memoria collettiva e il senso di appartenenza ad una Patria, ad una Terra, ad un passato e a una storia. Curioso, ma anche tragicamente idiota. Perché un Popolo che aspiri ad essere tale ha un bisogno folle di ricordare, di imparare dal passato, di pretendere che sui propri libri di storia sia raccontata la verità, senza omissioni, senza morti di “serie b”, senza stragi dimenticate, senza silenzi colpevoli o dogmi ideologici ai quali pagare pegno.

Ci sarebbe da scriverne tante su queste persone. Su chi sono, su cosa fanno, su cosa hanno fatto. Ma crediamo che la mediocrità delle loro esistenze sia sufficiente a relegarli nella dimensione che meritano: quella delle totali nullità. Umane e politiche.