Di mentecatti è pieno il mondo. Quando ai mentecatti metti in mano una bomboletta e in testa qualche cazzata i risultati sono quelli sopra. In questo caso trattasi di mentecatti in modalità notturna: gente scema, ma non così tanto da venire a fare certe cose con la luce del giorno. Mentecatti sì, ma bischeri no. Casomai pavidi, che è diverso, e anche parecchio più facile.
Da quando abbiamo inaugurato la nuova sede di via Frusa i mentecatti in modalità notturna hanno ritrovato una ragion d'essere e un nemico comune, cosa che solitamente anima e accende le troppe ore di vuoto e di noia che caratterizzano la vita di certi soggetti. Gente che blatera di culture e di lavoro, ma vive di espedienti e di portafogli del babbo, di nottate passate a zonzo e di stereotipi ai quali ormai non crede più nessuno.
Uno di questi stereotipi, particolarmente in voga tra gli estremisti di sinistra, è quello di dipingerci come violenti o, per meglio dire, come "i figli del prodotto della cultura della violenza". Cosa realmente significhi non sanno neanche gli autori, però faceva scena darsi un tono e sembrare eruditi. Dei mentecatti eruditi.
Perchè se si dovesse dar seguito al ragionamento sopra riportato si dovrebbe dedurne che la violenza sia una cultura. Non una pratica, un'infamia o un mezzo, ma una cultura. Di questa cultura noi saremmo, stando a quanto scritto sul muro antistante la nostra sede, i figli del suo prodotto. Appreso ciò, dunque, ci preoccuperemo di approfondire il campo con studi appositi. Già immaginiamo di dover comperare il "manuale dello scapaccione", il "dizionario della labbrata" e la "antologia della pedata nel culo".
Noi ci mettiamo a studiare. Poi vengono loro a interrogarci?