sabato 7 maggio 2016

STORICA SERATA CON ALAIN DE BENOIST A CASAGGì...




Magnifica e intensa serata con Alain de Benoist a Casaggì. Un grande pubblico ha accompagnato la presenza di uno dei più importanti intellettuali non conformi d'Europa, punto di riferimento culturale per intere generazioni di militanti e di pensatori liberi. Una serata storica, che abbiamo vissuto con partecipazione, attenzione e trasporto. 

Il fulcro della conferenza verteva sul Trattato Transatlantico, al quale l'autore ha dedicato il suo ultimo libro, che è stato analizzato nella sua interezza. Si è partiti elemcando i settori economici e sociali nei quali si avranno le ripercussioni più evidenti e più nefaste, ricordando che il TTIP ha lo scopo di ancorare - attraverso l'apertura doganale e la creazione di un grande spazio di libero scambio - le economie e le società europee al sistema americano di regole e di interessi. 

L'inesistenza di un cambio stabile della valuta; l'invasione di prodotti pensati, coltivati, realizzati e commerciati con regole diverse dalle nostre; l'arrivo di Ogm e pesticidi vietati; le ripercussioni su acqua ed energia, sul mondo dell'istruzione, sul copyright, sui dati sensibili, sulle pubbliche amministrazioni e sui comparti industriali sono elementi che devono mettere in guardia i popoli europei. Il TTIP, infatti, nasce per subordinare definitivamente l'Europa alle volontà stabilite oltreoceano, proprio come si è già fatto ancorando la politica europea alla tecnofinanza e alle agenzie di rating, alle banche private e ai meccanismi anonimi del mercato, sempre più autoreferenziali e sempre più propensi a dettare le regole ad un mondo politico ormai ridottosi a governance, a entità burocratica e tecnica svuotata di ogni slancio, di ogni visione, di ogni volto e di ogni volontà.

Il TTIP è molto più di un patto economico, è parte integrante di quel processo di mondializzazione che sta schiacciando - come un rullo compressore - le sovranità e le identità delle Nazioni: un processo che non è soltanto prassi economica, ma anche ideologia: la volontà di omologare il mondo secondo una logica universale, prometeica e schiacciante. E' l'ideologia del Medesimo, il primo nemico delle differenze e delle specificità, la naturale prosecuzione del liberal-capitalismo, l'estensione planetaria del capitale, il trionfo della logica del profitto e la sua applicazione ad ogni ambito dell'esistente. Sono proprio i governi e gli Stati, infatti, i perdenti di questo Trattato, proprio come i popoli che da essi dovrebbero essere rappresentati. 

L'Europa è il vero soggetto perdente. Un'Europa alla quale Alain de Benoist dedica un magnifico capitolo finale: entità ormai anonima, centralizzata, allargata a dismisura, privata di confini precisi e di prassi politica, di volontà superiori e di richiamo alle proprie radici. Un'Europa percepita ormai come un problema e non più come una soluzione. Un'Europa che, tuttavia, potrebbe uscire dal suo stato di coma attraverso un percorso di riappropriazione sovranista su base imperiale e federale, secondo antichi modelli e nuove sintesi, nel soldo delle proprie tradizioni e del proprio spazio d'azione.

L'ultima riflessione è dedicata al ribelle, una figura magistralmente dipinta da Junger che oggi, in epoca post-moderna e post-ideologica, diventa il punto di riferimento di quanti si sentano costretti a nuotare controcorrente. Il ribelle resta nel mondo, ma non è del mondo; non si adatta, non chiede ricompense, non si piega, non partecipa al gioco. Egli ha un innato rapporto con la libertà: esso stesso è la libertà.