domenica 18 settembre 2016

CASAGGì: SIT-IN SOTTO I GOMMONI DI AI WEIWEI...



FIRENZE, CASAGGì E FRATELLI D’ITALIA: SIT-IN SOTTO I GOMMONI DI AI WEIWEI A PALAZZO STROZZI. E’ UNO SPOT IN FAVORE DELLA SOCIETA’ MULTIETNICA E DEL BUSINESS DELL’ACCOGLIENZA. IL DRAMMA DELL'IMMIGRAZIONE LO PAGANO GLI ITALIANI...

Firenze, 14 settembre 2016

Una delegazione di militanti di Casaggì e Fratelli d’Italia ha effettuato un blitz in piazza Strozzi, sotto l’installazione di Ai Weiwei, l’artista internazionale che – esponendo venti gommoni sulla facciata del Palazzo – vorrebbe evocare il dramma dell’immigrazione. I giovani della destra fiorentina hanno esposto uno striscione con la scritta “Basta business dell’accoglienza. Prima gli italiani”.

“La nostra Nazione – dichiarano da Casaggì e Fratelli d’Italia – sta subendo una vera e propria invasione, voluta dalla finanza internazionale ed ai poteri forti per creare manodopera a basso costo ed arricchire le cooperative che lucrano sull’accoglienza. L’Italia non è più in grado di offrire un futuro degno a chi, spesso fingendosi un profugo di guerra, finirà per essere sfruttato con una paga da fame in qualche piantagione.”

“Il dramma dell’immigrazione, che Ai Weiwei vorrebbe richiamare con l’immagine dei gommoni, non si esaurisce con la traversata del Mediterraneo – spesso prevenuta dalla Marina Militare che va a prendere i clandestini a pochi metri dalle rive di partenza – ma prosegue anche con il loro arrivo. E’ il dramma di una civiltà che dovrà fare i conti con la propria sopravvivenza; è il dramma delle nostre periferie infestate dalla delinquenza, dei nostri connazionali lasciati senza casa mentre si destinano alloggi popolari a chi è arrivato ieri.”

Il “dramma dell’immigrazione” sono anche gli stipendi in nero che vengono elargiti in cambio di manodopera a basso costo, i conti milionari delle cooperative che lucrano sull’accoglienza, lo sradicamento che colpisce chi è ospitato e chi ospita, l’assenza di prospettive di una classe politica che sta facendo dell’Italia una terra di conquista, la crisi sociale ed economica che deriverà dall’immissione coatta di centinaia di migliaia di persone provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo.

“Il dramma, inoltre, è quel pensiero debole che permette di attaccare un gommone alla facciata di un palazzo storico e proclamarla un’opera d’arte di livello mondiale. Siamo alla svendita del nostro patrimonio e alla subordinazione della nostra identità a qualunque forma di follia cosmopolita. Firenze merita di più."