martedì 28 febbraio 2017

CASAGGì LANCIA LA CAMPAGNA "SALVA FIRENZE"...



COMBATTI LO SPACCIO E LA CRIMINALITA’

Quando tramonta il sole la città delle mille vetrine e dei mille monumenti lascia il passo alla Firenze del degrado e della microcriminalità: spaccio e consumo di droga, vicoli trasformati in orinatoi a cielo aperto, aggressioni, furti e stupri sembrano essere diventati la triste realtà di un centro storico dimenticato dalle Istituzioni e abbandonato dai fiorentini. Pretendiamo che il cuore della nostra città sia controllato e tutelato nella sua totalità e non soltanto nelle strade dello shopping griffato: la nostra Firenze è quella delle piazze e dei rioni da vivere in sicurezza, di giorno e di notte.


RESPINGI L’IMMIGRAZIONE

La grande maggioranza dei reati che abbiamo denunciato sono opera di immigrati, spesso clandestini senza documenti di identità e permessi di soggiorno ai quali viene concesso di delinquere nella totale impunità. Il nostro centro storico, che anche l’Unesco ha minacciato di eliminare dal prestigioso elenco dei siti considerati “patrimonio dell’umanità”, è ostaggio di un’invasione che riflette le sorti di una Nazione alla mercé degli stranieri: venditori abusivi ad ogni angolo, mini-market e attività commerciali di pessimo livello che non rispettano le regole, rom che molestano i passanti, bivacchi di sbandati che degradano le piazze, interi quartieri trasformati in ghetti etnici dove le regole della kasba si mescolano ai dialetti del centro Africa. Respingere l’immigrazione significa nutrire quel senso di appartenenza che ci porta a pretendere il rispetto della nostra identità, delle nostre tradizioni, dei nostri costumi e dei nostri paesaggi. Non è xenofobia, ma buon senso. Questa è casa nostra: i nostri antenati l’hanno costruita e difesa e non permetteremo a nessuno di contaminarla o distruggerla.

MANGIA, COMPRA, VIVI FIORENTINO

Firenze non è immune dalla globalizzazione in atto: le multinazionali proliferano, mentre le botteghe artigiane chiudono i battenti. Stanno trasformando la nostra città nel parco giochi del Rinascimento, nel grande centro commerciale del turismo di massa, nell’ennesimo supermarket delle cianfrusaglie. Ma, nel nostro piccolo, possiamo ancora fare qualcosa: non restare indifferenti, salvaguardare i nostri sapori e le nostre eccellenze, acquistare i prodotti del nostro territorio, pretendere filiere corte, parlare il nostro dialetto, popolare le strade. Se l’omologazione ci minaccia dobbiamo vivere e incarnare la fiorentinità. Vogliono renderci dei consumatori anonimi, ma noi resteremo i figli di Firenze.