Passaggio al Bosco Edizioni

IL PROGETTO

Corre l’anno 1951 quando Ernst Jünger scrive il suo Der Waldgang, il Passaggio al Bosco che sussurra l’eco di una ribellione interiore e di una resistenza spirituale al dominio della tecnica, oltre l’automatismo delle masse. Passaggio al Bosco è un progetto editoriale ispirato alla necessità di ricercare un nuovo ordine di significati in divergenza rispetto ai mantra di questo tempo. Passaggio al Bosco è esistere qui ed ora, ristabilendo l’essenziale protagonismo delle scelte, praticando la via dell’esempio, manifestando la secessione dal volgare, il disprezzo dell’effimero, la lotta metafisica contro i demoni del pensiero unico, contro le tentazioni del calcolo, contro l’apatia della neutralità, contro le accademie del buonsenso. Passaggio al Bosco è il coraggio di investire in quella cultura che tutti considerano defunta e improduttiva, ma che noi riteniamo essere il più autentico mezzo di autodeterminazione della persona.

LIBERAMENTE CONTROCORRENTE 

Le nostre Edizioni si rivolgono al Ribelle, a colui che possiede un nativo rapporto con la libertà e vuole scrivere nuove narrazioni, a chi nuota controcorrente portando in dote la propria consapevolezza. Uomo e non oggetto, il Ribelle si è spinto oltre, trasformandosi in un nemico atavico del silenzio imposto, in un critico sedizioso dell’ideologia del Medesimo, dei dogmi del profitto, della mercificazione dell’esistente, del trionfo dell’indifferenziato e dell’abbassamento della Polis ad appendice del mercato. 

L’ALBERO ANTICO 

Il nostro emblema è composto da tre alberi: rappresenta la stabilità del bosco in contrapposizione al nomadismo del deserto, il senso del limite oltre l’insensibilità dell’illimitato, il solido ancoraggio offerto dalla terra a dispetto del perenne movimento della sabbia. È la metafora di una audace scommessa culturale: l’albero che purifica l’aria regalando ossigeno alle menti, che contrappone i colori della natura ai grigi orizzonti del cemento, che perfino da morto ci restituisce se stesso per costruire le nostre dimore, per armare i nostri bastioni, per accendere i nostri focolari, per sfamare le nostre bocche, per scrivere i nostri libri, per costruire i vascelli che salperanno verso nuovi mari in tempesta. L’albero antico, protagonista di riti e miti, con le sue radici profonde, con i suoi semi fecondi, con il suo fusto dritto e slanciato, con la sua la chioma che si staglia verso l’alto come in una corsa all'eterno, come in un invito alla tensione verticale, come il ritorno alla stabilità dei riferimenti in una società che si è fatta liquida. Come quella volontà di riprovare - nel disprezzo del sonno e della tregua - il meraviglioso assalto al cielo.

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